Salvataggio Anfibi

Ogni anno gli anfibi, in particolare i rospi, vengono uccisi lungo le strade che attraversano le loro rotte migratorie. Questo è dovuto principalmente alla lentezza del loro movimento. Il compito dei volontari muniti di torcia, secchio, guanti in lattice e pettorina catarifrangente, è quello di agevolare l’attraversamento stradale dei rospi sia verso i luoghi di riproduzione sia sulla via del ritorno. Il volontario si occupa anche della raccolta scientifica dei dati relativi alla popolazione di questi animali, contando il numero degli anfibi divisi per sesso e per direzione di spostamento.

Se durante il periodo della migrazione (metà febbraio – inizio maggio) trovate degli anfibi in difficoltà nel vostro giardino o cortile, potete contattarci noi prendiamo l’impegno di prenderli e portarli in zona sicura.

 N.B.  Evitate di maneggiare i rospi con le mani per non rimuovere il muco che ricopre e protegge l’anfibio, usate guanti in lattice.

I rospi non sono velenosi, non sono pericolosi, sono invece da considerarsi come amici del giardiniere e dell’orto,  perché si nutrono d’insetti  nocivi alle colture.      

BUFO BUFO

Il rospo comune (Bufo bufo) è un vertebrato appartenente alla classe degli anfibi.
La colorazione dorsale è generalmente bruno-castana.

E’ caratterizzato da evidente dimorfismo sessuale che si può evidenziare in 3 caratteristiche: le femmine sono di dimensioni superiori ai maschi, i maschi possiedono particolari cuscinetti nerastri (calli nuziali) sulle 3 dita interne degli arti anteriori ed emettono un canto stridulo di riconoscimento sessuale e di richiamo nella stagione riproduttiva.
L’attività dei rospi inizia con il risveglio dopo il periodo di letargo invernale, che coincide con l’inizio della primavera.

Essi escono dai loro ripari nei boschi, nelle pietraie o in tane scavate nel terreno e si dirigono in massa verso i siti riproduttivi, quali laghi, stagni e paludi.

A questa migrazione prendono parte gli esemplari adulti (femmine dai 3-4 anni e maschi dai 2-3 anni), nelle ore notturne, per poche settimane e per distanze che variano da centinaia di metri a pochi chilometri.
Una volta incontrate le femmine, i maschi si aggrappano sulla schiena attaccandosi sotto le ascelle, nel tipico amplesso ascellare. L’accoppiamento vero e proprio avviene mentre la femmina reca con sé il maschio sulla schiena, si avvicina alla vegetazione presente sulle sponde e rilascia in acqua cordoni gelatinosi, della lunghezza di 3-4 metri, in cui sono inserite le uova piccole e nere.
Le femmine sono in grado di produrre ad ogni deposizione tra le 4.000 e 6.000 uova. Dopo un periodo che va dai 10 giorni alle 2 settimane si ha la schiusa delle uova con l’uscita del girino.

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