Castello

La movimentata storia della fortificazione di Montorfano

La cittadina di Montorfano è nota per lago omonimo che ha restituito importantissime testimonianze archeologiche sulla presenza dell’uomo risalenti all’età del Bronzo. Ma quest’area utilizzata da golasecchiani, celti e romani – come ben testimoniano i successivi ritrovamenti – vanta pure la presenza dei resti di un’imponente fortificazione che ha conosciuto varie fasi edificatorie, la più antica delle quali si può collocare attorno al IV secolo.

Per inquadrare la cornice storica: nel 196 a.C. Marco Claudio Marcello, generale romano, sconfisse gli Insubri, conquistò Como e la zona circostante, compresa la fortificazione di Montorfano.

La caduta dell’Impero Romano fece perdere importanza alla zona che, comunque, tornò in primo piano durante il Medioevo quando, per esigenze strategiche, venne ripristinato sul Monte Orfano l’antico “castrum” romano in considerazione dell’importanza strategica, sotto il profilo militare, dell’area.

In questa fortificazione trovò rifugio, secondo alcuni storici, Federico Barbarossa dopo la sconfitta nella battaglia di Carcano nel 1160.

Montorfano nel 1275 era annessa a Como ma restava, nella fortificazione, una guarnigione di soldati milanesi. In questo periodo la famiglia Della Torre riuscì ad impadronirsi della fortezza fino a quando i Visconti, signori di Milano, riuscirono ad espugnarla dopo un anno di assedio (luglio 1277-luglio 1278), e distrussero  la fortezza, Nel 1309 Guido Della Torre fece riedificare il castello.

Intanto a Milano si consolidava la potenza di Galeazzo Visconti, che riuscì a cacciare da Milano i Torriani e li confinò nel castello di Montorfano. Successivamente la fortezza venne ceduta ai Comaschi, nelle mani del vescovo Leone III Lambertenghi ed a Rizzardo di Pirovano.

Il castello di Montorfano fu anche usato negli scontri tra Franchino II Rusca e le truppe viscontee quando, nel 1404,  il Rusca tentò di conquistare la Signoria di Como. I Rusca vennero sconfitti in località “prato dei gardanesi”, ma riuscirono egualmente a prendere possesso del castello dove, con una volta-bandiera, rimasero con l’appoggio dei Visconti fino al 1412. Nel 1411 il condottiero Carmagnola liberò Cantù dalla dominazione viscontea e tolse, un anno dopo, il castello di Montorfano alla casata dei Rusca. La rocca venne nuovamente, e definitivamente, distrutta con l’incoronazione ad imperatore di Carlo V nel 1530.

Nel tour che proponiamo, la prima struttura che s’incontra sulla sinistra, percorrendo il sentiero che porta in cima al monte, è  un torrione ed immediatamente poi la prima muraglia di difesa lunga circa 50 m.

Successivamente  abbiamo la seconda muraglia difensiva dov’era collocato il ponte levatoio a difesa dell’ingresso principale del castello: sono ancora visibili il passaggio carraio e quello pedonale. All’interno si trova una torre a pianta quadrangolare, di circa 8 m per lato, con una volta laterizia a crociera costolonata con cornici a sezione torica: la volta è crollata, ma restano le imposte angolari.

Nel Seicento erano ancora visibili due torri, una di nove metri, l’altra di undici metri, un fossato lungo 160 metri e una cisterna per la raccolta dell’acqua.

Gli scavi archeologici compiuti negli anni ’70, sono stati eseguiti dietro le indicazioni di un manoscritto anonimo del 1700, che elencava quanto del castello affiorasse allora.

L’Associazione “L’Ontano” dalla sua fondazione ha preso a cuore anche la tutela di ciò che rimane dell’antica fortificazione e dell’area su cui essa insiste: già a partire dal 2009 sono stati effettuati lavori di pulizia della zona e di ripristino dei sentieri per raggiungere il castello. Attività ciclicamente ripetute per proporre, nel 2010 un’escursione all’antica fortezza che ha registrato un notevole interesse da parte dei partecipanti nonostante le avverse condizioni meteo. Analoga uscita viene riproposta  in data 5 giugno prossimo. Infatti la nostra Associazione di volontari è convinta assertrice che solo la conoscenza capillare e diffusa del patrimonio è condizione indispensabile per la salvaguardia dello stesso, sia storico che naturalistico ed è ovviamente a disposizione per chiunque desidera approfondire questi temi legati all’area di Montorfano.

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